Il nostro obiettivo non è semplicemente quello di insegnare ai bambini a suonare.
Ogni bambino inizia il percorso musicale come ascoltatore.
Se ne vanno come musicisti.
Lungo il percorso, sviluppano la capacità di ascoltare la musica, leggere la musica, eseguire brani musicali, comporre musica e, soprattutto, suonare insieme ad altre persone.
Ogni classe svolge un ruolo diverso in questo percorso.
Alla La Scuola International School, ci proponiamo di formare ascoltatori attenti, artisti sicuri di sé, persone capaci di risolvere i problemi in modo creativo e collaboratori compassionevoli. Attraverso nove anni di studi musicali, gli studenti imparano che la musica è sia un linguaggio che una comunità — una comunità che invita ogni studente a trovare la propria voce, imparando al contempo ad ascoltare quella degli altri.
— Carlo Dean, direttore delle arti dello spettacolo
Scuola materna
La musica è una lingua.
Gli studenti scoprono che la musica ha un proprio vocabolario.
Cantano ogni giorno, acquisiscono un ritmo costante, si muovono a tempo di musica e iniziano a cogliere le relazioni tra le altezze dei suoni attraverso il solfeggio. Anziché partire dalla notazione scritta, gli studenti vivono inizialmente la musica a livello fisico e uditivo.
Elaborano idee semplici, improvvisano e iniziano a riconoscere schemi musicali.
Alla fine della scuola dell’infanzia, la musica è qualcosa che i bambini sanno ascoltare, cantare e cominciano a comprendere, non solo a imitare.
Idea principale: riesco a pensare in termini musicali.
1ª classe
La musica diventa visibile.
Gli studenti iniziano ad associare i suoni che già conoscono alla notazione scritta.
Utilizzando sillabe ritmiche, percussioni e pad per batteria, sviluppano la coordinazione mentre imparano che i simboli rappresentano idee musicali.
La lettura delle note si amplia grazie al glockenspiel e al canto.
Gli studenti continuano a comporre e a esibirsi, rendendosi conto gradualmente che la notazione musicale è semplicemente un altro modo di comunicare la musica.
Idea principale: la musica può essere trascritta.
2ª classe
La lettura diventa fluida.
Gli studenti diventano lettori sempre più autonomi.
Ampliano le competenze nella lettura delle note, nella lettura ritmica e nell’esecuzione, sviluppando al contempo la sicurezza nell’esibirsi con strumenti a tastiera e percussioni.
La composizione e la trascrizione assumono un carattere più consapevole man mano che gli studenti iniziano a riconoscere le strutture musicali anziché le singole note.
Entro la fine della seconda elementare, gli alunni sono pronti a trasferire le competenze acquisite in materia di alfabetizzazione musicale a uno strumento a corda.
Idea principale: so leggere la musica.
3ª elementare
L'alfabetizzazione incontra uno strumento musicale.
Gli studenti iniziano a imparare a suonare l'ukulele.
Per la prima volta scoprono che l'alfabetizzazione musicale permette loro di suonare uno strumento anziché limitarsi a memorizzare le canzoni.
Imparano la prima posizione, gli accordi di base, gli schemi di accompagnamento, l’esecuzione della melodia, la lettura a prima vista e le tecniche di esecuzione d’insieme.
Gli studenti iniziano a percepire l'armonia mentre suonano in duo e in piccoli gruppi.
Esercitarsi a casa diventa una parte importante della crescita musicale.
Entro la fine della terza elementare, gli studenti hanno acquisito una padronanza tale da poter affrontare con sicurezza brani musicali che non conoscono.
Idea principale: leggere la musica mi permette di fare musica.
Quarta elementare
Diventare un musicista d'orchestra.
Gli studenti entrano a far parte dell'Orchestra di mandolini.
Anziché suonare tutti lo stesso strumento, gli studenti contribuiscono ora con i propri suoni distintivi al mandolino, alla mandola, alla chitarra o al basso.
Imparano che ogni parte è importante.
Gli studenti ampliano le loro competenze di lettura a diverse chiavi e alla tablatura, imparando al contempo a mantenere l’equilibrio, ad ascoltare, a entrare all’unisono e a seguire il direttore d’orchestra.
La musica diventa un’attività collaborativa piuttosto che individuale.
Idea principale: il mio contributo è importante.
5ª elementare
Sviluppare l'autonomia musicale.
Gli studenti acquisiscono maggiore sicurezza come musicisti d’insieme.
La lettura diventa più veloce.
Il ritmo diventa più articolato.
Gli studenti si confrontano con un repertorio più impegnativo, che richiede un'esecuzione espressiva, un'adeguata articolazione delle frasi musicali e una consapevolezza stilistica.
Anziché limitarsi a seguire le indicazioni, gli studenti iniziano a prendere decisioni musicali.
Diventano membri affidabili dell'orchestra.
Idea principale: do il mio contributo al gruppo.
6ª classe
La musica ha una storia.
Gli studenti iniziano a chiedersi perché la musica suoni in quel modo.
Attraverso unità didattiche incentrate sulla pratica musicale, la migrazione e lo scambio culturale, gli studenti scoprono che la musica riflette le persone, i movimenti, la geografia e la storia.
Il loro repertorio diventa sempre più variegato dal punto di vista stilistico, mentre le loro esigenze tecniche continuano ad aumentare.
Le prestazioni non dipendono più solo dalla precisione… Ma dalla comprensione del contesto.
Idea centrale: la musica racconta storie umane.
7ª classe
La musica ha una struttura.
Gli studenti iniziano a pensare come musicisti, anziché limitarsi a essere semplici esecutori.
Analizzano il ritmo, la melodia e la forma, approfondendo al contempo il modo in cui i compositori strutturano le idee musicali.
Gli studenti compongono, improvvisano e valutano le esibizioni con crescente raffinatezza.
Il repertorio storico li aiuta a riconoscere schemi musicali ricorrenti nelle diverse culture e in diverse epoche.
Idea principale: capisco come funziona la musica.
8ª classe
La musica esprime l'identità.
Gli studenti approfondiscono i temi dell'armonia, dell'improvvisazione, della filosofia e delle tradizioni musicali di diverse culture.
Anziché chiedersi “Come si suona questo brano?”, iniziano a chiedersi “Perché è stata composta questa musica?” e “Cosa comunica?”.
Al termine del programma, gli studenti acquisiscono le competenze tecniche necessarie per esibirsi, le conoscenze di base per continuare ad apprendere in modo autonomo e la sicurezza artistica per partecipare alle comunità musicali al di fuori della scuola.
Idea principale: la musica ci aiuta a comprendere noi stessi e gli altri.
Informazioni su Carlo Dean
Carlo Dean è il direttore del dipartimento di arti dello spettacolo presso La Scuola International School, dove ha ideato e continua a dirigere l’esclusivo programma di arti dello spettacolo della scuola, che copre i livelli dalla scuola dell’infanzia alla terza media. Prima che La Scuola aprisse la propria scuola elementare, Carlo ha elaborato una proposta per un piano di studi musicale completo che rispecchiasse la missione e la visione della scuola. Tale proposta è diventata la base di un programma che è cresciuto insieme alla scuola per oltre un decennio. Carlo continua a sviluppare il programma in collaborazione con gli studenti, i colleghi e le famiglie.
Carlo ritiene che un’educazione musicale significativa inizi dalle relazioni. Attraverso la fiducia, la collaborazione e le esperienze musicali condivise, gli studenti crescono non solo come musicisti, ma anche come persone riflessive, diligenti e capaci di comunicare in modo efficace. Sebbene gli studenti imparino a esibirsi con sicurezza e maestria, egli ritiene che il valore duraturo dell’educazione musicale risieda nel carattere, nella curiosità e nel senso di responsabilità che portano con sé al di fuori dell’aula.
Ispirandosi all’identità italiana de “La Scuola” e alla ricca tradizione delle orchestre di strumenti a corda pizzicata della Bay Area, Carlo ha ideato un programma didattico incentrato sulla famiglia degli strumenti a mandolino. Dalle tradizioni classiche e popolari alla musica da film e al repertorio contemporaneo, gli studenti vivono la musica come una forma d’arte viva, progredendo lungo un percorso accuratamente strutturato dalla scuola materna alla terza media che sviluppa le competenze tecniche, la comprensione musicale, la creatività e la fiducia in se stessi.
Una delle iniziative preferite di Carlo è l’Ambassador Ensemble, un gruppo artistico selezionato tramite audizione che rappresenta La Scuola in tutta la Bay Area. Sotto la sua direzione, gli studenti si sono esibiti per il presidente italiano Sergio Mattarella, sul campo dell’Oracle Park prima di una partita dei San Francisco Giants, presso il municipio di San Francisco e in occasione di numerosi eventi civici e culturali. Queste esperienze incoraggiano gli studenti a considerarsi non solo artisti, ma anche ambasciatori della loro scuola e della loro comunità.
Oltre alla sua attività di docente, Carlo porta avanti una carriera attiva come arrangiatore, compositore, direttore d’orchestra e musicista. La sua attività professionale comprende arrangiamenti per ensemble d’archi e orchestra, la direzione di sessioni di registrazione con il produttore Joe Chiccarelli, vincitore di un Grammy Award, la composizione di musica per orchestra, teatro e cinema, nonché l’esecuzione al mandolino e alla chitarra. Ha conseguito il Master of Fine Arts in Musica presso il California Institute of the Arts (CalArts), dove ha studiato composizione con James Tenney e Morton Subotnick e ha ricevuto la borsa di studio Betty Freeman. Ha inoltre conseguito la laurea in Musica presso la Moravian University.
Ciò che Carlo apprezza di più di La Scuola è il suo spirito di collaborazione. È convinto che le scuole più solide si costruiscano grazie a relazioni significative tra studenti, insegnanti e famiglie. Sono proprio queste relazioni a rendere possibili idee ambiziose e a creare tradizioni che durano nel tempo. Tra le sue cose preferite c’è l’inno della scuola, che ha composto in collaborazione con gli studenti e che spera continui a essere cantato dalle generazioni future di bambini di La Scuola per molti anni a venire.