I bambini della classe della scuola dell’infanzia della Silicon Valley, nel corso dell’anno, hanno lavorato molto sulla narrazione e sulle sue potenzialità. Durante la loro terza unità di indagine sul tema dei “mezzi di trasporto”, ho proposto agli alunni la lettura di Gianni Rodari e delle poesie sul viaggio di Giovannino Perdigiorno.
Le avventure di questo personaggio, infatti, ruotano attorno a viaggi compiuti con i mezzi di trasporto più disparati: il tram, l’auto, la moto, l’ascensore. La poesia di Giovannino ha aiutato i bambini ad arricchire il loro vocabolario italiano relativo ai mezzi di trasporto, mentre le attività di disegno hanno dato vita a diverse discussioni su cosa possa essere considerato un mezzo di trasporto. Abbiamo lasciato libera la fantasia dei bambini, al punto che persino una farfalla è diventata protagonista di storie e un mezzo di trasporto immaginario.

Leggere queste storie ha permesso ai bambini di sperimentare una “ipotesi fantastica”... Cosa succederebbe se Giovannino arrivasse in un paese dove vivono persone fatte di carta? Allenare la creatività è stato l’obiettivo di questi laboratori di narrazione: lasciare spazio all’immaginazione dei bambini e aiutarli a raccontare la loro realtà.
«Il mondo si può guardare a altezza d’uomo, ma anche dall’alto di una nuvola (con gli aeroplani è facile). Nella realtà si può entrare dalla finestra principale o infilarvisi – è più divertente – da un finestrino» – Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, 1973
«Si può guardare il mondo all’altezza degli occhi, ma anche dalla cima di una nuvola (con gli aerei è facile). Si può entrare nella realtà dalla finestra principale oppure sgattaiolarci dentro – è più divertente – da una finestrella» – Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, 1973
Nel corso di questo progetto, al fine di stimolare la creatività dei bambini, abbiamo proposto diverse forme di espressione, quali la modellazione dell’argilla e la cinematografia attraverso la tecnica dello stop-motion.

Franco, padre di Luca, uno studente della Silicon Valley, è venuto a scuola per condividere con i bambini dell’Atelier la sua esperienza e la sua passione per la ceramica. La partecipazione dei membri della nostra comunità alle attività dell’Atelier è fondamentale per noi e per l’Approccio Reggio, poiché l’intera comunità svolge un ruolo nel progetto educativo. Grazie a Franco, l’Atelier si è trasformato in un laboratorio di argilla. È stata un’esperienza coinvolgente che ha offerto ai bambini l’opportunità di esprimere la propria creatività e di sviluppare le abilità pratiche necessarie per lavorare l’argilla.

Abbiamo poi parlato di animazioni e narrazione, introducendo la tecnica dello stop-motion. La creazione di un’animazione in stop-motion consiste nel catturare un numero di fotogrammi pari ai movimenti del soggetto. Il montaggio sequenziale delle immagini produce l’effetto di animazione, che ha appassionato i bambini. Hanno scelto di animare la storia del Paese degli Uomini di Carta, la loro preferita.

La carta è un materiale versatile che può essere piegato, tagliato e modellato in varie forme e dimensioni, consentendo ai bambini di sperimentarne la manipolazione in modi creativi e artistici. I bambini hanno creato i personaggi della storia: gli uomini a righe, quelli a quadri, l’uomo di cartoncino, la ballerina di carta velina e, infine, il nostro piccolo Giovanni. La realizzazione di questo video in stop-motion ci ha permesso di apprezzare e comprendere le proprietà della carta e le sue diverse tipologie: la carta velina, ad esempio, sembra perfetta per una ballerina che si muove con grazia; il cartoncino è il materiale ideale per rappresentare un personaggio forte. Potete guardarlo qui.
Il vantaggio principale degli atelier per gli studenti de La Scuola è che offrono loro ampio spazio per sviluppare le proprie idee e acquisire sicurezza nell’affrontare l’ignoto. Scopri di più sulla magia de La Scuola.
Scritto da Silvia Ianniciello, atelierista presso il nostro campus della Silicon Valley